Del concetto di intercettare e le lucciole

Del concetto di intercettare e le lucciole

corronSerendipity is looking in a haystack for a needle and discovering a farmer’s daughter.
(Julius Comroe Jr., 1976)

 

[…] Ikujiro Nonaka (1991, p. 94 November-December issue of HBR) fa notare che il concetto di serendipità nell’area della innovazione è altamente riconosciuto dai manager e dalle imprese giapponesi che lo collegano anche alla capacità di “intercettare le riflessioni, intuizioni, impressioni personali dei singoli lavoratori e metterle al servizio dell’intera società, provandone l’efficacia nel contesto d’impresa” […]

Se al concetto di impresa sostituiamo il concetto di società, potremmo trovarci in una  condizione individuale di particolare interesse.

[…] Mark Granovetter nel suo articolo del 1973 “The strenght of Weak Ties” sostiene che i legami deboli, cioè quelli esistenti tra conoscenti occasionali e amici di amici, hanno il potenziale per gettare ponti tra comunità diverse e suscitare un senso di fiducia e di connessione tra persone che si conoscono solo superficialmente o non si conoscono affatto. Persone con un’ampia gamma di legami deboli hanno dunque più opportunità di trarre  risorse dalle proprie reti. […]

I conoscenti sono persone di cui conosciamo il volto, con cui scambiamo poche parole. In definitiva qualcuno con cui abbiamo un rapporto di reciproca formalità.

 

[…] L’Affioramento è ciò che avviene quando un gran numero di cose – neuroni, batteri, persone – manifesta proprietà che vanno al di là delle capacità di ogni singolo componente,  semplicemente mediante la realizzazione di alcune scelte di base: destra o sinistra? Attaccare o ignorare? Comprare o vendere? La colonia di formiche è l’esempio più classico, naturalmente. Tale meta-organismo possiede un’intelligenza e una serie di abilità di gran lunga maggiori della somma delle sue parti: la colonia sa quando esiste del cibo nelle vicinanze, o quando compiere una manovra di evasione, o, incredibilmente, quale sia il numero esatto delle formiche che devono lasciare la colonia per andare in cerca di cibo quel giorno o per respingere un attacco […]

E le lucciole? Chiamo in aiuto John Berger:

[…] La luce non è, come vorrebbero farci credere i moralisti, l’opposto polare e costante del buio. La luce fiammeggia nelle tenebre.[…]

Allora la strategia sarà costituire una comunità clandestina di “scintille di umanità”.  La libertà di movimento,  fa delle lucciole un esercito silenzioso e pacifico che, in gruppo, tende a sincronizzare il proprio lampo.
Parafrasando ancora John Berger, l’autenticità non nasce dall’onestà personale.  Essa deriva da un’unica fede: nei confronti dell’ambiguità dell’esperienza.

 

[…] Ogni forma di fanatismo comincia con la proprietà esclusiva delle parole. Si tratta dunque di sciogliere le parole dai lacci che le trattengono ammutolendole, di ripulirle e restituirle all’uso concreto e immaginifico per cui sono state create. È uno dei punti che più stanno a cuore a John Berger e che maggiormente contribuiscono alla politicità della sua scrittura: le parole, troppo spesso ridotte a gusci vuoti, non vanno lasciate in balia o cedute a chi ne fa un uso distorto, persuasivo, cinico, manipolatorio. La lingua, come l’aria e l’acqua, non può essere posta sotto sequestro e neppure convertita in genere di monopolio.[…]

La speranza intermittente delle lucciole é il barlume che fa ricomparire le parole quando le parole sembrano ormai prigioniere di una situazione senza via di scampo. Dobbiamo iniziare a riparare. A riparare e restituire: agli altri, alla terra. Abbiamo alcune cose su cui contare. La speranza e il desiderio. Ma:

[…] Dobbiamo sperare «soltanto in ciò che ha qualche possibilità di riuscire! Accontentiamoci di riparare poche cose. Poche cose, è già molto. Una sola cosa riparata ne cambia altre mille. […] Il cane laggiù è legato a una catena troppo corta. Cambiala, allungala. Così riuscirà a raggiungere l’ombra e a distendersi, e smetterà di abbaiare. […] Chi mai al mondo può saperlo? Tu, allunga la catena. […] E c’è un’altra cosa… L’inevitabilità del desiderio. È impossibile arrestare il desiderio. […]

Stralci da Joi Ito e John Berger.

 

 

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