Il brodo da Risotto.

Il brodo da Risotto.

Ugo Tognazzi

[Questa piccola serie dal titolo Sinceramente S-Ugo, vuole essere una dedica affettuosa all’attore Italiano che da sempre preferisco a tutti gli altri.  Ugo Tognazzi era il più grande  “sestessista” di tutti: era sempre se stesso. Per chi non avesse visto la celebre intervista in cui Pippo Baudo, vate della cultura retriva del tempo, si becca una botta di uomo senza attributi. Basta andare su Youtube]

https://www.youtube.com/watch?v=-HYqXQ52Dos

Ma ecco la ricetta, inventata da me, su basi culinarie veritiere, da leggere con nelle orecchie la voce straordinaria e modulata di Ugo Tognazzi.

IL BRODO DA RISOTTO

“Lasciamo bollire nella loro melma i fissati del Brodone da cuocere fino alla vecchiaia, pieno di ossa di cammello. Il brodo da risotto deve essere leggero, di carne rossa, ma leggero.
Allora qualche ingenuotto dirá: fallo col pollo. Caro ingenuotto, il brodo di pollo razzola e puzzecchia, dà al naso e a volte brematura.
Quindi, bando alle ciance: nel pentolotto dove avrete sfontanato un litro e mezzo d’acqua fredda, mettete verdure da brodo; come quali verdure da brodo?
Testine…due carote, una cipolla che non sia dell’anno passato, una gamb’d’zedan, una zucchinotta se l’avete, delle dimensioni giuste, però. Aggiungete un pezzolone di carne rossa dalla vergogna di essere rossa, del genere Scaramello o Cappello di Prete o Campanello o altro pezzo suggerito dalla vostra macellaia preferita, basta abbia almeno una quarta, la macellaia. Quando sopraverranno i primi bollori, date di volta alla manopola del fornello e mettete a fuoco bassino; cucchiaio di legno e coperchio. Poi vi spiego.
Il tutto deve andare avanti per un’ora circa, anche meno, se avete fretta. Ad un certo punto vedrete con vostra grande meraviglia che sulla superficie del pentolone si è formata una schiuma marroncina: prendete allora in mano l’attrezzo, non quell’attrezzo, dannate sporcaccione, la schiumarola!
Ora levate la schiumetta inutile dalla superficie del brodo primordiale. Una volta terminata la cottura, che durerà al massimo un’oretta, fate freddare, ma fuori dal frigo, gaglioffi.
Freddando, il brodo crea un sedimento, una sorta di polvere di ciccia: impugnate allora saldamente il vostro cinesino e procedete alla prima filtrata. Poi assicurate il liquido al frigidaire in un “conteneur” sigillato e aspettate qualche ora, o il giorno dopo; quando uscirete dal frigidaire il vostro brodo, sulla superficie vedrete una lastra di grasso solido, come il ghiaccio su un laghetto d’inverno. Levatelo. Poi, cinesone alla mano, filtratelo una volta ancor.
Ora, il vostro brodo da risotto è pronto. Per altri brodi e brodini, rivolgetevi a Stefano Bambini.”

 

 

…segue un’altra ricetta …

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